Press Review

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  • Consiglio regionale FVG
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    IA. RUSSO A CONVEGNO TS: QUESITI DI ORDINE TECNICO, FILOSOFICO, ETICO (opens in a new tab)

    Quale il senso di organizzare a Trieste, presso il Consiglio regionale, prima volta in Italia per una sede legislativa, un convegno per analizzare il connubio tra Intelligenza artificiale, politica e Pubblica amministrazione? La risposta è arrivata dal vicepresidente dell'Assemblea, Francesco Russo, coinvolto in prima persona nell'evento con le Università di Trieste e Udine e la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa). "Come Assemblea legislativa abbiamo non soltanto la legittimità, ma anche il dovere di occuparci di questi temi".

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  • Tech game world
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    Perception of time and sensation of touch: a connection discovered (opens in a new tab)

    [...] The somatosensory cortex, the area of the brain responsible for sensation of touch , has been identified as the key structure involved in time perception. This is the result of research conducted at the International School for Advanced Studies in Trieste, led by Dr. Mathew Diamond and published in the journal Nature Communications.

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  • Tuttotek.it
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    Percezione del tempo e sensazione del tatto: scoperta una connessione (opens in a new tab)

    [...] La corteccia somatosensoriale, l'area del cervello responsabile della sensazione del tatto , è stata identificata come la struttura chiave coinvolta nella percezione del tempo. Questo è il risultato di ricerche condotte presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, guidate dal dottor Mathew Diamond e pubblicate sulla rivista Nature Communications.

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  • Il Piccolo (ed. Gorizia)
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    Primavera in arte ricorda la figura di Margherita Hack

    Ancora una settimana intensa per la decima edizione di "Primavera in arte", la rassegna promossa a Ronchi dei Legionari dall'assessorato comunale alla cultura, dalla biblioteca Sandro Pertini, con il contributo della Fondazione Carigo e inserita nel contenitore di "Ronchi cultura". Tutti gli appuntamenti si sviluppano all'auditorium "Casa della cultura".
    Mercoledì, alle 18, il professor Pierluigi Selvelli parlerà di "Margherita Hack vista da vicino". Pierluigi Selvelli è stato il primo studente italiano laureato con Margherita Hack. In astrofisica naturalmente. Questo avveniva nel 1969 e successivamente ha girato il mondo ai fini di ricerca, finché nel 1971 si ferma in Olanda, dove viene impiegato nella base a terra di un centro dell'agenzia spaziale europea, che lavorava in sinergia con la Nasa. Lavora anche a Washington e a Madrid, sempre per controllo del satellite che veniva studiato da più Paesi. Si sposta quindi a Trieste, poi a Rio de Janeiro e quindi fa ritorno nel 1984 a Trieste, dove nel frattempo era nata la Sissa, dove insegnerà per ben 10 anni. 

    In edicola

  • Trieste All News
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    Scienza, Trieste festeggia i sessant'anni dell'ICTP (opens in a new tab)

    Fondato nel 1964 dal Premio Nobel per la fisica Abdus Salam , da sessant'anni l'ICTP, International Centre for Theoretical Physics , lavora per ampliare le possibilità di formazione soprattutto per gli studenti dei paesi che, per svariate ragioni storiche, si trovavano ai margini dell'attività accademica internazionale. Fu lo stesso Salam a selezionare la città di Trieste per questo nuovo progetto in cui potessero convergere le figure di spicco del panorama scientifico mondiale, assicurando una didattica d'eccellenza ìindipendentemente dai condizionamenti geopolitici e dalle tensioni tra Stati, allora acuiti dalla Guerra Fredda. Nella scelta della sede fu determinante la posizione strategica di Trieste , al confine tra blocco occidentale e orientale, che rese l'lCTP una sorta di polo diplomatico in cui scienziati provenienti dai due lati della cortina di ferro potessero collaborare e scambiarsi conoscenze. Il progetto si rivelò inoltre prezioso anche nello sviluppo della città stessa , stimolando la creazione di diversi altri istituti che oggi fanno parte del sistema scientifico triestino, come il Consorzio per la Fisica (1964), la SISSA (1978), la Fondazione Internazionale Trieste (1980), l'AREA Science Park (1982), la TWAS (1983), l'ICGEB (1987) e infine Elettra Sincrotrone Trieste nel 1993, tutte realtà con cui ICTP collabora tuttora.

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  • Bologna2000.com
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    Stereotipi di genere in campo educativo, se n'è parlato oggi all'Opificio Golinelli (opens in a new tab)

    Questa mattina, a Opificio Golinelli, si è tenuto un incontro sul tema dell'orientamento di genere per una scelta scolastica e professionale consapevole dal titolo Scuola - Impresa - Territorio e Intervento Culturale. [...] Raffaella Rumiati (Professoressa Ordinaria di Neuroscienze Cognitive presso la SISSA di Trieste) ha parlato delle differenze di genere nelle STEM fra mito e realtà.

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  • reggio2000.it
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    Stereotipi di genere in campo educativo, se n'è parlato oggi all'Opificio Golinelli (opens in a new tab)

    Questa mattina, a Opificio Golinelli, si è tenuto un incontro sul tema dell'orientamento di genere per una scelta scolastica e professionale consapevole dal titolo Scuola - Impresa - Territorio e Intervento Culturale. [...] Raffaella Rumiati (Professoressa Ordinaria di Neuroscienze Cognitive presso la SISSA di Trieste) ha parlato delle differenze di genere nelle STEM fra mito e realtà.

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  • Sassuolo2000.com
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    Stereotipi di genere in campo educativo, se n'è parlato oggi all'Opificio Golinelli (opens in a new tab)

    Questa mattina, a Opificio Golinelli, si è tenuto un incontro sul tema dell'orientamento di genere per una scelta scolastica e professionale consapevole dal titolo Scuola - Impresa - Territorio e Intervento Culturale. [...] Raffaella Rumiati (Professoressa Ordinaria di Neuroscienze Cognitive presso la SISSA di Trieste) ha parlato delle differenze di genere nelle STEM fra mito e realtà.

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  • Fredzone
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    Il y aurait un lien entre le temps et le toucher d'après cette nouvelle étude (opens in a new tab)

    Des chercheurs de l'International School for Advanced Studies (SISSA), en Italie, ont découvert un lien surprenant entre le toucher et la perception du temps. Selon cette étude, notre perception du temps serait liée à notre expérience tactile. Nous utilisons nos yeux pour voir, nos oreilles pour entendre, notre nez pour sentir Toutefois, il n'existe pas de récepteurs sensoriels dédiés à la perception du temps. Nous devons alors détourner l'un de nos sens pour évaluer le temps qui passe . Les neuroscientifiques ont longtemps tenté de démontrer les modalités sensorielles de la perception du temps. Ils veulent expliquer comment nous faisons pour ressentir, voir et entendre le temps. L'équipe, grâce à une technique appelée « optogénétique » a pu lever le voile sur cette relation entre le temps et le toucher. Des réactions différentes selon la durée des stimuli Lors de cette étude, les scientifiques du SISSA ont testé la perception du temps chez des rats de laboratoire soumis à un test de vibration. Certains animaux ont été entrainés à évaluer l'intensité des stimuli sans tenir compte de leur durée. D'autres, au contraire, ont appris à évaluer leur durée, mais pas leur intensité.

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  • La provincia Pavese
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    L'assessore regionale in visita allo Iuss

    Giovedì prossimo ( 14 marzo) l'assessore regionale all'Università, Ricerca, Innovazione, Alessandro Fermi, farà visita alla Scuola Universitaria Superiore Iuss di Pavia.
    L'evento sarà l'occasione per fare il punto sui progetti di ricerca e avrà luogo presso la Sala del Camino in Broletto a partire dalle 14 e vedrà intervenire in apertura il Rettore Riccardo Pietrabissa, dopodiché sarà la volta dei docenti e di un allievo della Scuola Universitaria Superiore. L'assessore Fermi terrà le conclusioni dell'incontro. Sarà un momento importante, visto che lo Iuss rappresenta una eccellenza, non solo regionale, a livello scientifico e didattico; è federato con altre due scuole universitarie superiori ad ordinamento speciale (la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa), l'Imt di Lucca, Sissa di Trieste e Gran Sasso dell'Aquila.

    In edicola

  • Msn
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    8 Marzo: Bueti (Sissa), servono quote rosa per cambiare il sistema (opens in a new tab)

    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • Gazzetta di Parma
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    8 Marzo: Bueti (Sissa), servono quote rosa per cambiare il sistema (opens in a new tab)

    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • Alto Adige
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    8 Marzo: Bueti (Sissa), servono quote rosa per cambiare il sistema (opens in a new tab)

    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • La Sicilia Web
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • Giornale di Brescia
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • ANSA salute e benessere
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • Libero 24x7
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • giornaletrentino.it
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • Il Messaggero Veneto
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • IlMattinodiPadova.it
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  • Il Giornale di Vicenza WEB
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  • Corriere Alpi
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  • La Nuova Venezia
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  • il messaggero veneto.it
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  • espansione TV
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  • Tiscali
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  • L'Adige.it
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  • Gazzetta di Mantova
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  • La Tribuna di Treviso.it
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  • ANSA FVG
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    "Le quote rosa sono un modo per innescare un cambiamento, anche io la trovavo una cosa orrenda perché chi fa scienza non vuole essere invitato alle conferenze perché è femmina o perché ha il naso a punta, ma per la sua scienza" ma "è un male necessario, è l'unico modo per agire mentre si aspettano gli effetti del cambiamento culturale lentissimo che deve aver luogo". Lo ha detto all'ANSA in occasione dell'8 marzo, Domenica Bueti, neuroscienziata che dirige il laboratorio "Time Perception Lab" della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (Sissa) ed è coordinatrice del Comitato unico di garanzia dell'istituto stesso. Per Bueti le quote rosa "sono un modo per mettere a sistema la presenza del diverso, che poi cambierà le cose dall'interno, partecipando alle scelte, arricchendo i consessi di cui farà parte con la sua prospettiva unica e fornendo un modello per le generazioni future".

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  • L'Arena.it
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  • Il Piccolo
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    Con Fast Computing matematica e calcolo a servizio dell'industria

    La start up della Sissa punta sull'intelligenza artificiale Collaborazioni con Terna, Danieli, Fincantieri e Wärtsilä

    È una delle due startup selezionate, tra 71 concorrenti, da Terna, il più grande operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa, che ha scelto di avvalersi delle sue competenze di calcolo basate sull'intelligenza artificiale per migliorare la resilienza della rete di trasmissione elettrica in Italia in caso di eventi meteorologici estremi. E grazie alla vittoria di un bando europeo, Dream Eurocluster, sta concludendo lo sviluppo di un algoritmo per i controlli pre-stampa dell'azienda lombarda Aindro, specializzata in stampa 3D.
    Sta iniziando a crescere Fast Computing, startup della Sissa nata un anno e mezzo fa con l'obiettivo di fornire calcolo scientifico in tempo reale per lo sviluppo di prodotti e processi industriali, grazie all'high performance computing e agli sviluppi più recenti della scienza dei dati e dell'intelligenza artificiale.
    Frutto di un progetto finanziato dal Consiglio europeo delle ricerche (Erc), Fast computing è una sorta di braccio operativo del MathLab, il gruppo di ricerca di matematica applicata della Sissa: una realtà giovane, che però proprio grazie all'esperienza pregressa in seno alla Sissa ha già alle spalle prestigiose collaborazioni.

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  • Il Piccolo
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    Il mistero della percezione nel tempo

    Il passare del tempo è percepito con precisione dal cervello, ma non esistono recettori sensoriali per questa funzione: ciò fa pensare che la percezione del tempo possa "agganciarsi" a modalità sensoriali.
    Una ricerca della Sissa pubblicata su Nature conferma l'ipotesi.

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  • Il Piccolo
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    Matematica applicata Un punto fermo per le attività delle industrie

    Si utilizza in geofisica e in climatologia, per definire il grado di attendibilità dei diversi scenari, ma anche in ambito industriale, per stabilire l'affidabilità delle previsioni che emergono dalle simulazioni numeriche di processi complessi. Che si tratti di simulare il clima del futuro, di stimare la velocità di un'onda sismica, di ottimizzare il processo di produzione dell'acciaio, di costruire navi da crociera sostenibili o elettrodomestici smart, la quantificazione dell'incertezza è una disciplina sempre più importante per il mondo produttivo, oltre che per quello della ricerca.
    E lo sarà sempre più: la matematica applicata sta vivendo un momento di grazia.
    Perché è una scienza "portatile", che si può applicare negli ambiti più svariati, ma anche e soprattutto perché le tecnologie emergenti sono basate su temi come i modelli complessi, i big data, i gemelli digitali, gli algoritmi e l'intelligenza artificiale.
    Alla matematica dell'incertezza è stata dedicata la sesta edizione di Siam Uq24, tenutasi la scorsa settimana a Trieste, in Stazione Marittima e all'Hotel Savoia. Si tratta della Conferenza biennale della Società per la matematica industriale e applicata (Siam), che comprende più di 14 mila studiosi e studiose e che con questa edizione triestina ha fatto tappa in Europa per la seconda volta. L'idea di portarla a Trieste è stata vincente, perché con la coorganizzazione della Sissa e partner come la Regione, la startup triestina Fast Computing, il Triveneto con il consorzio Inest, e gli Stati Uniti con l'Associazione americana di statistica e l'Association Women in Maths, sono giunti in città per seguire l'evento oltre mille tra studenti, ricercatori e imprenditori da più di 30 Paesi, per oltre 250 appuntamenti in quattro giorni.
    «Sono numeri che, a proposito di matematica dell'incertezza, non avevamo previsto - è il commento di Gianluigi Rozza, docente di analisi numerica della Sissa e uno dei presidenti del Comitato organizzatore -. Ma che siamo riusciti a gestire al meglio e ci hanno offerto la possibilità di presentare a un pubblico internazionale il nostro sistema d'innovazione per il trasferimento tecnologico, il consorzio Inest, e alcune delle principali aziende ed enti che operano sul territorio e sfruttano la ricerca scientifica per migliorare i propri processi produttivi: Danieli, Electrolux, Fincantieri e Smact».

    In edicola

  • Trieste All News
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    Parte da Trieste un nuovo focus sulla sostenibilità e sulla salute del pianeta

    "Quantitative Sustainability - Interdisciplinary Research for Sustainable Development Goals" ed è il libro pubblicato da Springher Charm con gli editori Stefano Fantoni Cosimo Solidoro Marina Cobal e Nicola Casagli , testo che racchiude parte delle moderne frontiere delle tecnologie scientifiche a supporto di manager, industriali, politici e imprenditori nella missione votata al sostegno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. La scienza interdisciplinare scende quindi in campo a fianco della sostenibilità quantitativa e la pubblicazione rappresenta un ulteriore passo divulgativo promosso dal "Laboratory on Quantitative Sustainability - TLQS", emanazione che parla triestino e che si lega all'egida e promozione dell'OGS (Istituto nazionale Oceanografia e Geofisica Sperimentale) e FIT (Fondazione Internazionale Trieste) un progetto attuato in collaborazione con SISSA (Scuola Internazionale Suepriore Studi Avanzati) Capitaneria di Porto Trieste, Illycaffè, INAF (Istituto Nazionale Astrofisica) Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, le sedi universitarie di Trieste e Udine, la Fondazione Italiana Fegato e il centro "Abdul Salam" International Centre for Theoretical Physis. 

  • Il Piccolo
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    La Trieste della scienza unita per misurare la sostenibilità

    È una pubblicazione scientifica il primo prodotto del Laboratorio sulla sostenibilità quantitativa (Tlqs), nato nel 2022 da un'idea del fisico Stefano Fantoni, il champion di Esof2020, e promosso da Ogs e Fit con il sostegno del Ministero dell'Università e della Ricerca. Un progetto visionario che in poco tempo è riuscito a mettere assieme, nel nome della sostenibilità, i migliori scienziati del Sistema Trieste e del Fvg: anche per questo motivo il Mur lo rifinanzierà per altri tre anni e presto si conta avrà anche una propria sede, presumibilmente in Porto vecchio.
    S'intitola "Sostenibilità quantitativa - Ricerca interdisciplinare per gli obiettivi di sviluppo sostenibile" ed è un volume di quasi duecento pagine edito da Springer, una delle più note case editrici accademiche a livello globale, presentato ieri in conferenza stampa.
    Raccoglie una ventina di contribuiti a firma di alcuni degli specialisti più quotati dei nostri enti di ricerca e degli atenei regionali: c'è la climatologia, con il Nobel Filippo Giorgi (Ictp); il mare e l'economia blu, con Cosimo Solidoro (Ogs); l'agricoltura, il cibo e la salute, con Michele Morgante (UniUd), Natalia Rosso e Claudio Tiribelli (Fif); l'ecologia umana, con Guido Sanguinetti (Sissa) e Matteo Marsili (Ictp);

    In edicola

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